Per leggere la seconda parte della nostra chiacchierata con DJ Paulette, vai a questa pagina.
Documentare la storia
Hai detto che all'epoca non ti rendevi conto dell'impatto culturale del The Haçienda. Hai pubblicato un libro di memorie e How Not To Run A Club di Peter Hook è uno dei libri più controversi della letteratura sulla musica dance.
Quanto è importante continuare a documentare la cultura della musica dance nell'era dei social? Quanto è importante avere questa testimonianza cartacea, oltre a quella digitale?
"È così che la leggenda diventa più grande e si diffonde di più.
Molte persone hanno scritto libri sul The Haçienda, ma pochi sono stati scritti da donne. Nel libro di Peter non vengo menzionata da nessuna parte, quindi ne ho scritto uno mio. Mike Pickering ha appena pubblicato il suo e Graeme sta scrivendo il suo in questo momento. Si vede che l'impronta sta diventando sempre più grande".

"L'alfabetizzazione degli adulti e il pensiero indipendente sono una questione importante. Non basta guardare immagini filtrate con brevi descrizioni dei personaggi e dei loro stati d'animo. Per capire, per mettere in discussione, per discutere, dobbiamo essere ben informati.
Abbiamo bisogno che la storia sia pienamente rappresentativa e dobbiamo poterla mettere in discussione. Quando individuiamo le lacune e le incongruenze, c'è spazio perché qualcun altro scriva da quella prospettiva della storia. È proprio qui che entra in gioco il mio libro.
Più persone ne scrivono, più ne sappiamo".

"Ogni punto di vista è importante. Ho portato in campo l'esperienza delle donne di colore, la sua dimensione queer, la prospettiva del nord sull'industria della musica che secondo alcuni era irrilevante. Ho capito quanto fosse importante guardare tutto questo da una prospettiva diversa.
Ecco perché è importante per noi continuare a documentare la storia, da qualunque parte della cultura ti trovi. Che tu sia dietro la consolle, davanti alla consolle, a gestire il club, ad affiggere manifesti, a raccogliere bottiglie di vetro, o qualsiasi altra cosa.
La storia è recente quanto ieri".

"Torna indietro al 2015 o al 2010, pensa a dove ti trovavi allora e a cosa stava succedendo. Viviamo la storia ogni giorno. Penso che se riusciamo a far capire alle persone che anche loro fanno parte della storia, la società diventerà più inclusiva.
Questo ferma la gente dal pensare che la storia finisca con i Tudor, Enrico VIII e la Torre di Londra. Il nostro presente è la storia di domani.
Incoraggio tutti a conservare i propri opuscoli, a prendersi cura dei propri vestiti, a scattare foto, a scrivere diari e a trovare un modo per archiviare tutto in modo sicuro, perché prima o poi, tra cinque, dieci, quindici o trent'anni, diventeranno i documenti su cui si baserà la storia che la gente vorrà commissionare, per cui vorrà informare e curare mostre.
È questa la bellezza di fare la storia. Puoi scrivere quella storia".

"È fondamentale continuare a documentarla e prenderla sul serio. Incoraggerei qualsiasi clubber e qualsiasi DJ a fare lo stesso.
Altri paesi come la Francia e la Germania hanno riconosciuto alla musica elettronica lo status ufficiale di patrimonio culturale. Anche se i nostri governi potrebbero pensare che la musica dance non sia importante, si tratta di un settore da miliardi di dollari che contribuisce all'economia mondiale".
Cosa diresti per incoraggiare le persone a venire alla serata The Haçienda?
"Direi: vieni a goderti una serata in compagnia di leggende, anche solo per il piacere di uscire.
Vieni a vedere la prestigiosa orchestra Manchester Camerata che suona musica House su una leggendaria pista da ballo di Ibiza – un'esperienza fenomenale – e poi sarai testimone di una line-up da sogno. Tutti gli artisti in programma sono pionieri, icone, leggende.
Abbiamo creato il club e la sua scena dal nulla, partendo dal basso, e ancora oggi continuiamo a fare la storia".

"Se ti sei perso i rave dei tempi d'oro e sei curioso di scoprire di cosa si tratta, ecco un altro motivo per venire con la mente aperta e tanta curiosità. Ma soprattutto, vieni a goderti il passato, il presente e il futuro in un unico club e in una sola notte.
Trova la tua nuova tribù, ascolta un'orchestra di livello mondiale che suona i classici della House e balla come se nessuno ti guardasse al ritmo di alcuni grandi DJ. Ci si diverte, non è mica un'operazione a cuore aperto, cazzo! Ci evolviamo anno dopo anno e speriamo che continui così a lungo".
I quattro pilastri della musica House
Abbiamo iniziato parlando di politica, quindi mi sembra giusto tornare sull'argomento e chiudere la nostra chiacchierata con lo stesso tema.

Se ripensi a quando hai iniziato e guardi a oggi, la situazione nel settore è migliorata per quanto riguarda la misoginia, l'omofobia e il razzismo? O rischiamo di fare un passo indietro?
"Siamo in una posizione migliore sotto molti aspetti.
Vedo molti più volti come il mio dietro la consolle. Ma, detto questo, siamo ancora una minoranza. Le line-up non sono equilibrate. Siamo ben lontane dal prendere il sopravvento e non veniamo pagate, promosse o valorizzate tanto quanto i nostri colleghi maschi.
Non si tratta solo di rappresentanza. Si tratta di come veniamo trattate, rispettate o, allo stesso modo, mancate di rispetto, ed ecco la dimostrazione lampante della misoginia, evidente in tutto e per tutto.
Quando noi donne saliamo sul palco, portiamo un peso maggiore. Prima ancora di mettere un brano, la gente ti guarda con occhio critico. Vieni giudicata se perdi un tempo o se sbagli un mix. Non vieni giudicata solo per la scelta dei brani, ma anche per come sei vestita. I maschi invece salgono sul palco e suonano, punto".

Torniamo al recente incidente accaduto a Ella Knight.
"È davvero inquietante. Anche se a me non è mai successo, è successo a qualcuno come me. Non so perché sia successo, ma deve finire. Chiunque si comporti in modo così arrogante e privo delle più elementari regole di educazione deve andarsene al diavolo. Non ti vogliamo qui.
Non abbiamo bisogno di quell'atteggiamento. Sarebbe bello poter dire: 'Sì, è fantastico e abbiamo davvero fatto passi avanti', ma ci sono ancora sacche di cattiveria che covano sotto la cenere – contro i/le DJ queer, contro i/le DJ trans e contro le DJ donne. E la lista continua.
Ci sono volte in cui arrivo alla consolle e penso: 'Porca miseria, sono l'unica persona di colore qui – e se la gente non mi volesse?'. Per fortuna non è mai successo, ma il clima attuale ti rende così nervoso da farti pensare che potrebbe succedere".

"Ammetto di aver avuto un certo nervosismo ad esibirmi come DJ nei fine settimana in cui c'erano le rivolte contro l'immigrazione.
I party a cui ho suonato sono stati tutti all'insegna del 'One Love', quindi mi trovo in una posizione fortunata e privilegiata e posso pensare positivo. In linea di massima, la gente si diverte e la scena è cambiata in meglio, ma abbiamo comunque bisogno di fare il punto della situazione.
È rassicurante che alcuni personaggi importanti ci sostengano e prendano chiaramente posizione. Fatboy Slim ha organizzato qualcosa a Brighton e House Against Hate ha fatto la contro-manifestazione a Trafalgar Square. Comunque, bisognerebbe fare di più".

"Dobbiamo ricordarci che, solo perché noi ci stiamo divertendo, non vuol dire che sia così per tutti. Dobbiamo essere consapevoli e stare molto attenti. Dobbiamo impegnarci ed essere alleati attivi dove e quando serve".
Ricordaci ancora una volta quei quattro pilastri della musica House.
"Pace, amore, unità e rispetto: è tutto quello che c'è da sapere, e poi bisogna agire di conseguenza. Non c'è bisogno di leggere 'Guerra e pace', né l'Enciclopedia Britannica per capirlo. Non c'è bisogno di cercare il senso della vita.
È semplicemente il significato della musica House: pace, amore, unità e rispetto – tutto qui".

Prima di alzarsi per andarsene, Paulette nota qualcosa sul tavolino da caffè e sorride. È un sottobicchiere. Lo prende e me lo porge. "Arriva da estraneo, torna da amico". Il sentimento è reciproco. Non vedo l'ora che arrivi il 19 settembre per The Haçienda. It must be built.
DJ Paulette suona all'Amnesia sabato 19 settembre insieme a David Morales, Inner City (live), Todd Terry, Graeme Park, Mike Pickering, Alison Limerick e Haçienda Classical (live).
I biglietti per l'ingresso generale e per l'accesso alla balconata per FAC51: The Haçienda sono già in vendita e puoi acquistarli qui in basso o sul nostro calendario dei party.
FOTO | di La Skimal
